SE LE EMOZIONI FOSSERO OGGETTIVAMENTE QUANTIFICABILI, LA FELICITA’ SAREBBE LA DERIVATA DELLE NOSTRE EMOZIONI IN FUNZIONE AL TEMPO...
NON DIMENTICANDO PERò CHE LA VITA IN SE E’ SOLTANTO UNA SERIE DI STATI MENTALI, LA CUI SOMMA PURTROPPO NON FA LA VITA...
"Avere un Mondo significa rapportarsi al mondo"
Gadamer "Verità e metodo"
La ricerca non ha fine. Quella volontà che ci prende
dal basso e preme, per assaggiare una volta e poi
ancora quel senso di vaghezza e di libertà. Lanciare
una proposta quasi provocatoria alla morsa puntuale
della routine quotidiana. Svegliare l'appetito alla
vista, all'udito, alla parola. Fare una bella
passeggiata in pieno centro, a Bologna, fermarsi anche
solo per poco, sia fisicamente che mentalmente, ai
giardini del Guasto. Parlare con altre persone. C'è
cosa più civile in una società come la nostra? Non
credo, soprattutto se per parlare si intende veramente
conversare, scambiarsi delle opinioni, su questioni
rillevanti, frivole, sociali, culturali non ha
importanza, perchè la vera cosa che conta è che la
mente funzioni, che si alleni, che si diverta a
giocare con la diversità. Il giardino è un posto che
fa paura, soprattutto alle persone che vorrebbero
avere di fronte ai loro occhi soltanto individui che
si auto-schiavizzano e smettono di essere uomini.
Essere uomo è ricordarsi di possedere un corpo ed uno
spirito, una mente, una coscienza, delle mani con cui
scambiare gesti ed emozioni, degli occhi con cui
comunicare il nostro segreto, una bocca con cui
sorridere. Significa coltivare in tutti i modi
possibili la nostra educazione e quella degli altri,
proprio come si coltiva un giardino, proprio come si
coltivano speranze ed iniziative. Il Giardino del
Guasto è nato da questo e da tutte quelle
responsabilità individuali che si sono unite per
affermare il diritto ad uno spazio libero. Un punto di
convergenza così familiare e discostante, con le sue
salite e discese, con le sue dune di cemento che ha
sorpreso la città ed i suoi abitanti.Selezionando e
reinterpretando il reale, rivoluzioniamo le nostre
individualità e progettiamo un riformismo che nasce
non per la gente, ma fra la gente e con la gente. La
demolizione delle certezze, il mutamento percettivo
della realtà sono conseguenti alla presa di coscienza
prima ed alla consapevolezza poi, di nascere e
crescere in un mondo dove esistono tanti colori,
sfumature, luci ed ombre. Il vero progresso è
accompagnato per mano, passo dopo passo, dal
potenziamento della nostra comprenzione di questa
realtà multi-sfaccettata e non ce ne vogliano a male
quelle persone che seguono così assennatamente
soltanto i vili interessi economici!
... ...
Il Giardino del Guasto è un luogo di incontro, di
passaggio a volte, di riflessione in altre. Un
movimento che ci sottae al "sottosuolo" in cui siamo
rintanati, che ci costringe ad avvicinarci alla nostra
condizione umana, al significato che abbiamo per noi
stessi e per le persone che ci circondano.
"La Verità non può fare a meno
dell'atmosfera della libertà" Arthur Schopenhauer
I GIARDINI DEL GUSTO
Dalla prima settimana di aprile alla prima settimana di ottobre, I giardini del guasto continuerà ad essere come lo scorso anno, una sorta di catalogo-meno dal vivo, dove; giocolieri, burattini, attori, scrittori musicisti djs e “esploratori vari” trasformeranno lo spazio ancora una volta, in un moderno ed eccitante bazar culturale.
Per la programmazione. cercheremo di non perdere di vista sia una parte della produzione artistica bolognese e sia quei fenomeni di aggregazione intorno a stili e tendenze che in questi ultimi tempi stanno caratterizzando Bologna . Produzioni e tendenze che a nostro avviso, compatibilmente con il potenziale e i limiti, sia del posto che di una gestione imprenditoriale estiva, vanno portati all'attenzione e valorizzati.
E così, questo meraviglioso giardino per il quale l’associazione giardini del guasto ha cominciato il bellissimo progetto ;
... il giardino delle bambine e dei bambini,
diventa un bazar culturale ovvero, esprime il desiderio salgariano dei 'mondi lontanissimi' (come direbbe Battiato), ritorna ad essere anche quest'anno luogo di collisioni e di incontri. Lo spazio, insomma, dove le radici si incontrano e, viene celebrato il “surfismo dello stile”.
Veleggiare tra le idee, lambire sensazioni ed approfondire scenari che, improvvisamente, si aprono di fronte all'avventore, offrendo una sorta di catalogo dal vivo di pulsioni creative che, dalle pagine dei giornali, dalle riviste o dagli schermi televisivi, diventano finalmente tangibili e reali.
L’intenzione di universo è dimostrare che non esistono accostamenti impossibili e che fare surf tra gli stili è una pratica in grado di azzerare qualsiasi barriera geografica e stimolare le accelerazioni della mente, sottoponendola a rapidissime escursioni. Spetterà poi allo spettatore cogliere le connessioni ed i riferimenti, provare ad esempio, ad individuare le traiettorie a volte impalpabili, altre volte sin troppo delineate, tra la musica dal vivo, la scrittura le immagini ed il mondo sommerso dei spettacoli per bambini fatti da bambini del conservatorio statale di Bologna e da altri professionisti della città.
Come negli spettacoli dal vivo, che documenteranno ad esempio, un singolare passaggio “antropologico”studiato da bambini, per bambini o esibito da adulti durante l’aperitivo per prepararci per le serate in città; la trasformazione del mestiere di adulto indifferente in quello, di burattini o giocoliere simpatico per i bimbi, ma anche la danza del ventre, le star della musica classica e del jazz, gli ospiti invitati all’aperitivo a discutere di cultura e di molti altri temi caldi del momento, i protagonisti delle varie mostre che faranno da contrappunto a musicisti giornalisti scrittori poeti e inventori di immagini.
Tutto questo ai giardini del guasto verrà raccontato e contestualizzato in una serie di “incontri ravvicinati”, che faranno da punteggiatura ad una programmazione musicale d'autore che vedrà sul palcoscenico molti giovani artisti emergente , e in attesa di conferme altri artisti italiani e stranieri.
Così ci diamo tutti un appuntamento molto particolare al lido del guasto. Questo anno gli aperitivi universo, saranno dedicate a tutti gli stratti del nostro complesso tessuto sociale; e vedrà celebrare molte ideologie culturali ogni sera i cinque continenti si daranno l'appuntamento ai giardini per moltiplicare le idee, per farle fermentare e intrecciare con l'allegria dei suoni dei colori e dei sapori.
PROGETTO DI RESTAURO E RECUPERO FUNZIONALE ED ORNAMENTALE DEL GIARDINO DEL GUASTO
Il giardino “del Guasto” è uno dei luoghi della città più degradati e con problemi che investono più campi di competenza, dal recupero sociale a problemi di ordine pubblico.
Il ripristino del giardino vuole essere un primo segnale per restituire alla città uno dei suoi spazi più affascinanti: per la sua collocazione, per la sua storia, per il suo disegno architettonico
RELAZIONE STORICA
Il sedime del giardino era certamente inserito nel complesso della “domus aurea” bentivolesca.
A seguito della distruzione a furor di popolo del palazzo, avvenuta nel 1507, tutta l’area fino alla via Zamboni continuò per ben due secoli e mezzo ad ospitare parte delle macerie, fatto che le valse il nome di “Guasto” che compare a partire dal ‘700 nelle carte storiche.
Dalla costruzione del Teatro Comunale, avviato nel 1756, il toponimo si continuò a riferire al residuo cumulo che divenne nel tempo una vera e propria discarica.
All’inizio del secolo scorso il cumulo fu perimetrato con mura di sostegno in conci di selenite e subì un ulteriore innalzamento in questo secolo, quando, a seguito degli ultimi eventi bellici, fu realizzato un rifugio interrato tuttora esistente.
Nei primi anni ‘70 l’Amministrazione comunale incaricò l’arch. Gennaro Filippini di trasformare il luogo, allora scarsamente fruibile per la configurazione a cumulo e lo sviluppo di una fitta vegetazione ruderale, in uno spazio che offrisse possibilità di sosta e gioco libero per i bambini. Il progetto, realizzato dal ‘72 al ‘74, portò all’abbassamento del livello della collinetta sino a quello prebellico raddoppiando la superficie agibile, al suo collegamento tramite la nuova rampa di accesso con la parte in piano di Largo Respighi, anch’essa riprogettata nelle pavimentazioni e negli arredi.
Il nuovo spazio creato col taglio del cumulo è decisamente caratterizzato da un manto di cemento che si svolge in piccoli dossi, muri curvi, ondulazioni che suggeriscono forme organiche culminando nel centro della composizione costituito da un sinuoso percorso d’acqua.
Nel 1977 il crollo di due tratti del muro di sostegno su via del Guasto a seguito di un evento meteorologico di carattere eccezionale rese necessario un intervento di ripristino, realizzato paradossando i conci di selenite a un muro interno di cemento armato sull’intero tratto.
La nuova sistemazione fu da molti criticata per l’uso eccessivo del cemento non considerando l’impossibilità di sopravvivenza di un tappeto erboso sottoposto al carico di utenza inevitabile in un’area di così ridotte proporzioni in pieno centro storico.
A nostro avviso è invece da sottolineare l’uso del tutto originale del materiale che a tratti lascia intravedere brani della sua struttura interna, e la grande plasticità e forza evocativa dell’insieme. Peraltro, a quasi 25 anni dalla realizzazione, non sono comparsi segni evidenti di ammaloramento ed anzi ci sorprende ancora la grande capacità artigianale delle maestranze che vi hanno operato.
PINUCCIA CAMELLINI
Era un pommeriggio di primavera, quando il presidente della comissione clutura del quartiere san vitale mi portò su in questo giardino, mentre mi stava portando su, io mi aspettavo di vedere il verde, tanto verde nel centro della mia città, però mi si sono trovato di fronte ad una massa di cemento con uno stranno percorso di acqua ornamentale. Il primo impatto è stato forte di fronte a questa strana nozione di giardino, giardino che fino a quel momento, avevo solo sentito nominare, e sapevo che storicamente era stato abbadonato ai tossici e che da due anni, l’associazione il giardino del guasto stava mettendo su delle iniziative per cercare di ridare alla città questa nostra meraviglia achitetonica. Ero stato chiamato per sostituire gli altri operatori che fino a quel momento non avevano capito quello che eranno stati chiamati a fare in quel posto, il giardino era come abbanonato a se stesso, e veniva curato in quei pocchi momenti quando c’eranno inniziative per bambini. Mi trovavò così di fronte ad una sfida, mi ponevo la domanda di sapere se la mia associazione pur avvendo addomesticato situazioni di dissaggio sociali piu articolate sarebbe stata in grado di voltare la pagina della storia del centro di questa città. Lì per lì, sono riuscito solo a dire di sì alla proposta di prendere la gestione della sorveglianza di questa meraviglia di una mente acchitettonica. Fu solo dopo aver detto di si che capii in che casino la nostra associazione si fosse messa, prima di firmare la convenzione con l’associazione il giardino del guasto, per la custodia del giardino, la segrettaria dell’associazione dimisionò a un’ora dalla firma della convenzione, però io convinto dalla fatibilità di questo intervento, cortegiato dal sogno segretto dell’onore che sapevo che mi avrebbe dato il possibile successo di un intervento che consideravo gia storica, con delle forti implicazioni sociali, sapevo anche che andavò a toccare un tasto molto delicato del nostro complesso tessuto sociale; quindi a questo punto ho riunito la nostra associazione e così abbiamo pensato di portare su in questo giardino un idea, “universo”, un idea che invitavà tutti i stratti del nostro complesso tessuto sociale a partecipare alla scrittura di quella che considero una delle pagine più belle della storia di questa città. Il nostro intervento era strutturato in diversi fasi, e la prima fase consisteva solo di interventi di pulizie e di sorveglianza e la seconda fase era quella del punto ristoro e la terza quella di coinvolgere tutta la citta in questa opera di ricupero urbano, cercando di dedicare spazio sia per adulti che per bambini. Con una programmazione di eventi per tutti i giorni dal 13 aprile alla fine di maggio, promosse da 180 operatori culturali sia al livello di musica, teatro, buratinaio, goccoliere, danza, così viagiando in un ampio paesaggio della produzione culturale. Certo che sapevo che sarebbero venute tante persone, però mai mi sarei immaginato che tutta la città di bologna avrebbe avuto questa simpatica curiosità . Curiosita che mi ha messo in una situazione lusinghiera per quanto scommoda. La curiosità della città si poteva dividere in varie reparti-
Cosa sta succedendo al Guasto?
L’azione per la vivibilità del centro storico si intreccia con la nostra vita quotidiana. Da molti anni.
Molti di noi hanno partecipato e partecipano tuttora a Comitati di cittadini che credono nella responsabilità collettiva di costruire per tutti noi e per le future generazioni un ambiente che permetta di respirare, di vivere in salute fisica e mentale, di godere delle pietre e delle piante che formano la città, di incontrare gli altri senza paura.
Ci siamo costituiti in Associazione per il Giardino del Guasto all’interno di questa nostra azione quotidiana e certamente consapevoli che la lotta contro il ‘degrado’ è una lunga, difficile, a volte disperante, infinita strada senza scorciatoie né facili proclami. Una strada che abbiamo scelto di percorrere con determinazione, senza troppi giustificazionismi per i comportamenti devianti, ma anche senza ricorso alle barricate, provando a promuovere una inclusione che non fosse basata solo sull’esclusione di altri.
Il piano principale su cui vogliamo agire è quello culturale, la cultura appunto della partecipazione, del civile confronto, della condivisione delle regole sociali, di piccoli eventi ludico e ricreativi per grandi e piccini che permettano di andare avanti insieme.
Bologna, pur vantando anni di pregiatissima politica a favore delle classi più deboli, e dei bambini in particolare, oggi evidenzia carenza di spazi sociali e giardini pubblici aperti ad una serena frequentazione. Recuperare un giardino così centrale come il Guasto dovrebbe essere un imperativo per ogni cittadini responsabile, e ancor più per la sua Pubblica Amministrazione. Noi ci stiamo provando, con una sperimentazione che si avvale di un finanziamento pubblico (quest’anno ridotto rispetto alle previsioni dell’inizio) , ma anche di tanto lavoro volontario di associati, genitori, cittadini. Il giardino, per le particolarità del territorio, richiede una custodia molto accurata e continuativa , per la quale non bastano, purtroppo, né finanziamento pubblico ne’ lavoro volontario. La gestione di un punto di ristoro è destinata, nelle nostre intenzioni, anche a rendere possibile tale opera di custodia e a sperimentare la possibilità che in futuro il giardino possa continuare ad vivere anche se caleranno le risorse pubbliche.
I bambini, i ragazzi, gli adolescenti e le loro famiglie sono i soggetti ai quali abbiamo pensato nella costruzione del progetto e per loro stiamo impegnando le nostre risorse, il nostro tempo, la nostra creatività progettuale. Ma non per chiudere quello spazio ad altre fasce di popolazione.
Il giardino è e resta uno spazio pubblico, per tutti coloro che ne vogliono usufruire in maniera civile, cortese, nel rispetto delle regole della città e della convivenza sociale.
Per il contesto in cui è collocato, non si può non pensare che il giardino possa essere anche uno spazio dei giovani, di quelli che qui abitano e di quelli che qui frequentano l’Università o che nel centro amano trascorrere il loro tempo libero.
Non abbiamo bisogno di diventare i loro “tutori”, come per i più piccoli. Si tratta di giovani adulti con i quali possiamo anche avere qualche problema (come sta succedendo, ad esempio, perché vengono in troppi e in troppi si sono trovati a frequentare con piacere il giardino), ma dai quali possiamo pretendere il rispetto delle regole e dai quali, perché no, possiamo anche sperare un po’ di aiuto nella conduzione del giardino.
Ci troviamo in una situazione “complessa”, per la quale è necessaria una progettazione flessibile che sia in grado di far fronte ai mille conflitti che la scena della convivenza in centro storico propone a tutti noi.
Non chiediamo sconti per gli (inevitabili) errori, ma rifiuteremo ogni accanimento contro la realizzazione di questo progetto, che non ci parrà lecito e corretto.
Nel nostro impegno per la gestione di questo progetto, e di altri, non abbiamo mai rifiutato il confronto e l’aiuto dei commercianti, come quello di ogni altro cittadino interessato. Ci sembrano perciò ingiuste e ingenerose alcune affermazioni che ci sono state rivolte. Per anni i commercianti della zona hanno subito ed assistito ad ogni tipo di ‘degrado’. Abbiamo spesso relazionato con loro. Ci siamo scambiati aiuti e materiali. Abbiamo cercato di coinvolgere tutti. Non è credibile, che solo ora, quando il Giardino del Guasto ha vinto una prima battaglia, assistiamo ad una levata di scudi contro ‘la concorrenza sleale’. Questa è una strada che può portare solo alla frattura fra cittadini e alcune categorie commerciali. Noi non la vogliamo.
Il giardino, come tutti i giardini pubblici, è una risorsa sociale, collettiva, da preservare responsabilmente ed amorevolmente. Ci piacerebbe che molti cittadini ci appoggiassero in questa impresa o che, almeno, avessero un po’ di tolleranza per i nostri errori. Almeno per questa estate. A fine settembre faremo le valutazioni e adegueremo o prepareremo altri progetti.
Chi ci è contro dica apertamente perché. Siamo disposti a discutere ( pensando che lo si possa fare in un clima cortese).Speriamo, invece, che molti condividano la nostra impostazione e da loro ci piacerebbe avere aiuto. Abbiamo bisogno di tutto: curare piante, convincere maleducati, raccontare storie, inventare giochi, pensare al futuro……
Il Giardino del Guasto e l’Associazione “Il Giardino del Guasto + Associazione interculturale UNIVERSO:
un po’ di storia
Il Giardino del Guasto ha vissuto molte vite e ha sperimentato molti momenti difficili.
Era in uno di questi quando, nel 1998, un gruppo di persone se ne e’ fatta carico, costituendosi in Associazione no-profit e aprendo una convenzione con il Quartiere san Vitale per la gestione.
Il Comune ha provveduto al ripristino delle strutture e del verde ed alla recinzione. Dal giugno 2000 l’Associazione, con l’aiuto di altre, ha dato vita ad azioni orientate alla restituzione a tutta la città e al territorio circostante di uno spazio per l’incontro, il gioco, la comunicazione, il riposo.
Si tratta di un luogo pubblico, per tutte le generazioni, ma due considerazioni hanno spinto l’Associazione a rivolgersi in modo prioritario alle bambine, ai bambini, ai ragazzi e alle loro famiglie.
Certamente alle esigenze di gioco e di immaginario dei bambini si era ispirato l’architetto Rino Filippini nella progettazione di quello spazio, su indicazione del Comune, nel 1972. Uno spazio in cui verde e cemento si mescolassero per permettere esplorazioni, piccole avventure, incontri con lunghi serpenti (di cemento), giochi d’acqua.
E certamente i bambini e i ragazzi sono i cittadini con meno risorse di movimento e di incontro al di fuori della scuola nel centro storico di Bologna. Traffico, pericolosità ambientale, priorità degli interessi di altre fasce d’età da anni riducono i nostri figli a vivere in recinti, a non potersi muovere liberamente nella città, a doversi spostare (accompagnati) per incontrarsi e giocare, a non avvere più a disposizione spazi normali anche per le attività libere.
Una prima sperimentazione di attività per bambini, ragazzi e famiglie è avvenuta nell’anno 2000, da giugno a fine anno, con feste, momenti di attività guidata, momenti di libera fruizione. Nella sperimentazione si sono affiancate all’Associazione il Giardino del Guasto il Quartiere san Vitale, la coop. Sociale La Strada, l’Associazione Hamelin, l’Associazione Vicolo Stretto, l’Associazione Superdrim, l’Associazione Il Teatrino del Giullare, l’Associazione Gruppo Pierino.
La sperimentazione ha verificato l’esistenza non solo di bisogni, ma anche di famiglie interessate e capaci di coinvolgersi nella gestione delle iniziative. A partire dall’esperienza fatta, l’Associazione
Il Giardino del Guasto, in rete con le altre e con l’aiuto del C.I.L.E (Centro Iniziative Lotta Esclusione), ha presentato nell’autunno 2000 all’Amministrazione del Comune di Bologna il progetto “Il giardino delle bambine e dei bambini” per poter accedere ai finanziamenti della Legge n.285/97 (Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza).
Il progetto è stato approvato e usufruisce di un finanziamento fino alla fine del 2002 con obiettivi di potenziamento di spazi sicuri per l’uso libero da parte di bambini, ragazzi e adolescenti, promozione di reti familiari, creazione di interventi per il tempo libero, promozione di relazioni tra territorio, famiglie, scuole.
Nell’ambito del progetto e per le caratteristiche del territorio, erano previste azioni di custodia e allestimento di un punto di ristoro.
Il programma è stato attivato per il primo anno nel 2001, con interventi nell’estate e nell’autunno e periodi di chiusura nei mesi invernali.
Nell’anno 2002 l’Associazione Universo ha sostituito l’Associazione Piazza Grande, con compiti di custodia, pulizia , gestione del punto di ristoro, promozione di iniziative per tutte le età nei momenti di non uso specifico per attività destinate ai bambini e alle famiglie. In specifico, nei mesi di aprile-maggio, nei quali molto limitate erano le iniziative previste per bambini e ragazzi (ancora coinvolti in attività scolastiche) l’Associazione ha promosso attività per la fascia giovanile e un uso del giardino come spazio per lo studio durante la giornata.
Nella primavera 2002 attività specifiche per i bambini sono state condotte nel fine settimana, mentre dall’inizio di giugno saranno quotidiane, con sospensione nel periodo centrale di agosto.
Il Giardino del Guasto sarà da giugno cosi organizzato:
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apertura alle 10. Il giardino, pulito e badato, è a disposizione di tutti.
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Dalle 17 alle 20 attività dedicate ai bambini e alle loro famiglie,in base al progetto approvato dal Comune. In questo orario chiediamo agli altri frequentatori di limitare la loro presenza per favorire i bambini.
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Alle 20 il giardino sarà disponibile di nuovo a tutti per aperitivi e micro-eventi musicali o culturali (questi per non più di due sere a settimana), per far chiacchiere, per stare in silenzio, per guardare il cielo. Alle 21,30 cesseranno sempre le attività organizzate (musica, dibattiti, pubbliche letture, proiezioni, o altro) salvo rarissime eccezioni.
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Il giardino chiuderà due sere alle 21.30 e le altre sere alle 23.
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Nel mese di agosto saranno sospese le attività guidate per bambini, ma proseguiranno i micro-eventi a cura dell’Associazione Universo. La programmazione per i bambini riprenderà nel mese di settembre).
PROGRAMMA 2002
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