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| Associazione Interculturale Universo | ||||||
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PALESTRA VIRTUALE/FORUM (CLICCA QUI PER ACCEDERE AL FORUM) Quando mi sveglio ogni mattina, sono pieno di sogni, sogni che nell’arco della giornata vengono messe diverse volte in discussione vaneggiando cosi ogni mio impegno mentale di affrontare positivamente la giornata. Però la notte, prima di addormentarmi, il mio riassunto della giornata mi mette in visione quelle cose squisite che mi sono capitate in giornata, azzerando cosi gli episodi sgradevoli per stabilire un’altra volta quel paesaggio che mi porta di nuovo a sognare. Entrate in questa palestra virtuale ed esprimete la vostra piacevole consapevolezza di appartenere al terzo mondo , perché credo che è solo lì che le nostre ideologie non risulteranno fallimentari. Il Terzo Mondo siamo noi. Noi è la categoria a cui corrisponde, nella mia mente, quel che identifico come affine alla mia realtà, in qualche modo. E’il mio gruppo, ciò di cui faccio parte. Il che può significare, con un sillogismo neanche da forzare troppo, ciò a cui appartengo. Sinonimi non perfettamente ritraducibili l’uno nell’altro, avviene uno scarto di qualità fra di loro : appartenere non è un atto intenzionale, un qualcosa che scelgo. Non c’è azione né movimento. E’un ruolo statico, per questo determinante della mia stessa sostanza. Ad esso non posso sottrarmi, né potrò mai rinnegarlo fino in fondo, semmai ne avessi il bisogno. Perché con lui sono io. Il Terzo Mondo lui stesso vuol essere anche uno spazio. E’ un terzo del nostro percepire, dopo la sensazione della fantasia e quella della realtà. E’ il pensiero dell’auspicabile. Quel che vorrei che accadesse. E’ più tangibile dalla materia del sogno perché nasce se si hanno delle idee composte e articolate, sgorgate dalle considerazioni di tutta un’esperienza, di tutta una vita. In più possiede il peso persistente dovuto al desiderare qualcosa che al momento non esiste nella realtà. Infinite vicende nella storia ci hanno confuso le idee, oscurando la struttura per cui potevamo riconoscerla, pensando all’organizzazione intrinseca della nostra mente, come uno dei canali attraverso cui scorre il pensiero e scambia la nostra percezione. Ora le viene dato il nome di illusione o al massimo di ipotesi. Ma come l’immaginazione e la realtà stessa, è un piano a cui si ascrivono pensieri e volontà e che ospita costruzioni e umanità e grandi progetti. Il Terzo Mondo è così composto di materia pensante ed estensione, noi e lo spazio, gli uomini e quel che hanno a disposizione. Il Terzo Mondo, con un solo abbraccio, può racchiudere in sé tutto quel che la vita vuole per se stessa. Infine, il Terzo mondo Non rappresenta quel provocatorio nome assegnato ai paesi da sempre sfruttati, ma a quel mondo che nasce dal risultato dell’incontro delle civiltà. Il frutto dell’incontro culturale deve essere la celebrazione della bellezza della diversità. AH TUTTE QUESTE BESTIE TENEBROSE CELATE IN AGGUATO AI BORDI DEL CAMINO CHE ASPETTANO CHE IN DIETRO CI GIRIAMO PER IMPADRONIRSI DEI NOSTRI PASSI E DIVORARE IL PRESENTE PER LASCIARCI SOLO UN FARDELLO DI RICORDI! LA MEMORIA E’ UNA MEDUSA CHE CI TRASFORMA IN ANZIANI DI PIETRA. Non mi sembra di aver percepito il più piccolo segnale di non successo in questo camino, malgrado tutte le difficoltà evidenti. L’incontro spaventa ma alla fine arricchisce. Per introdurre questo viaggio sportivo mi sembra giusto parlarvi un po’ di me. Io mi chiamo come lo sapete gia, sono nato l’11-12-1970 in Camerun, Mi sono laureato in lettere moderne Inglese nel 94 all’università di Yaounde- Camerun, dopo di che non sono più riuscito a togliermi dalla mente il sogno di andare a vivere nel paradiso Europeo, cosi nel 95, ho fatto il famoso viaggio per l’Italia, iscrivendomi alla facoltà di Economia all’università di Bologna. Ma una volta arrivato in paradiso, mi sono accolto di essere nero, soprattutto mi sono accolto che essere nero comporta tutta una seria di dinamiche piuttosto negative. E di fronte a questa situazione poco piacevole, avevo due scelte; odiare l’occidente, o cercare di trovarmi bene, facendo finta di amarla, e poi ho pensato che non è giusto vivere illudendomi di amare un mondo che considero crudele. E’ con questa idea in mente che ho cominciato a studiare le problematiche sociali, e così mi sono nutrito della speranza di fare il mio massimo per questo popolo buono ma ignaro del tesoro che si stanno lasciando sfuggire di mano, anche perché so che basterebbe che la gente cominciasse a formular una propria idea senza fare per forza riferimento ai stereotipi sociali già abbastanza avvelenati, per capire che L’immigrazione non è un problema. La situazione è abbastanza preoccupante perché molti immigrati sono anche riusciti ad entrare in questo squallido programma, nascondendo i loro sentimenti per potere cosi giocare meglio il gioco che sono chiamati a fare. Sono molto triste ma non mi sento sconfitto, credo che c’è ancora l’impostazione giusta per potere fare qualcosa per creare le condizione favorevole per l’integrazione mutuale delle varie culture, ogni volta che ho aderito ad un’associazione culturale, la mia intenzione principale è stata quella di cercare al mio piccolo di fare qualcosa per l’integrazione. Io mi definisco alternativo non per intendere uno che va in giro sporco a fare l’alternativo senza del tutto capire che cosa significa, ma uno che cerca di non cadere nella trappola dei pregiudizi, uno che osa avere una propria opinione, frutto dei suoi privati viaggi mentali senza per forza appoggiarsi al programma. Aderisco al programma perché è inevitabile ( altrimenti significherebbe vivere in un isola) però sono consapevole di ogni mia mossa. Non è bello ragazzi? Per adesso vi lascio,voi che avete deciso di avvicinarvi a questa palestra virtuale, sperando che questa sia la prima di una seria di comunicazioni che avremmo, spero di non avervi annoiato con i miei viaggi mentali. Ricordatevi questo.Non vi conosco ma penso che Voi siete delle bellissime persone . Volevo anche aggiungere che la bellezza non è un fatto solo fisico è soprattutto la testa e il cuore e penso che dal momento in cui uno riesce a sentire il calore della vostra sensibilità, uno vi potrebbe definire belle. Non importa il contenuto, l’importante è la semplicità con la quale vengono concepiti ed eventualmente espressi le proprie opinione. NB: la lingua è uno strumento di comunicazione molto utile ma comporta molte ambiguità semantiche, quando leggerete questo e-mail tenete presente che sono immigrato e l’Italiano lo sto ancora imparando e tenete anche presente il fatto di dover solo considerare il lato positivo di ogni mia parola perché è quello che intendo scrivere. |
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